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Disinteresse, ritardi e il trittico del Beato Angelico lascia l'Italia

Disinteresse, ritardi e il trittico del Beato Angelico lascia l'Italia

Ieri l'altro, 12 marzo 2025, un trittico del Beato Angelico è stato battuto all'asta ed ha lasciato l'Italia.
Tutto questo nonostante l'espertise del prof Rolando Bellini, le leggi continuamente attualizzate sulla protezione dei beni artistici e culturali e, quel che più conta, contro la volontà disperata degli abitanti di Leonforte.
Lo stato, cioè noi, non si rende conto della gravità di questo stillicidio e non si domanda "cui prodest?"

Il trittico di Leonforte del Beato Angelico venduto all’asta in Svizzera tra disinteresse, ritardi e ambiguità nell’esportazione

Il trittico di Leonforte, del Beato Angelico, uno dei maggiori artisti del Rinascimento italiano, è stato venduto all’asta presso l’Arté Gallery di Balerna, in Svizzera, per 700mila franchi svizzeri (circa 728mila euro). L’esportazione dell’opera fuori dall’Italia era stata autorizzata nel 2016 perché considerata una copia ottocentesca. Approfondite analisi eseguite nel 2017 l’avevano però attribuita al Beato Angelico. Non solo, nel 2021 Rolando Bellini, docente all’Accademia di Brera, definiva il trittico un pezzo rilevante della produzione dell’importante pittore. Quindi l’opera, di grande interesse culturale, non poteva essere esportabile.

DISINTERESSE E RITARDI – Incassato il disinteresse della Regione Siciliana per l’acquisto del trittico, il volenteroso sindaco di Leonforte, Pietro Livolsi, si è recato personalmente in Svizzera con 15000 euro, nel disperatissimo tentativo di aggiudicarsi l’opera e, contemporaneamente, di bloccare l’asta mentre il Ministero della Cultura di Alessandro Giuli ha emesso una nota “urgentissima” chiedendo al tribunale di Mendrisio di sospendere la venditaTroppo tardi: il trittico è stato venduto.

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